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L’arte e la scienza

Impara a fare le cose facili in modo perfetto,
così riuscirai a fare le cose difficili in modo semplice.

proverbio popolare

Sono sempre stata attratta dai materiali naturali, dalle scienze e dalle arti, in particolare dalla pittura.
Ho seguito corsi di disegno e pittura che hanno ampliato notevolmente la mia comprensione dei rapporti esistenti tra linee, forme e colori, svelandomi gli equilibri che li regolano.

L’incontro con la liuteria è stato una folgorazione: ritrovavo in questo mondo tutte le mie passioni artistiche e scientifiche.
Uno strumento ad arco è certamente il risultato della fusione di varie conoscenze teoriche e molteplici abilità manuali: disegno, pittura, chimica, architettura, tecnologia dei materiali, fisica acustica, scultura del legno, esperienza, conoscenza storica del Medioevo, del Rinascimento e del Barocco, approfondita conoscenza dell’ambiente sociale, del gusto e della tecnica musicale dell’epoca.

Questo immenso bagaglio di conoscenze, arricchito dall’esperienza decennale nel campo del restauro e agli studi musicali in Conservatorio ed unito alla profonda e constante tensione verso il miglioramento, mi permette oggi di costruire strumenti ad arco di altissima qualità.

 

Il suono, anima dello strumento

È mia convinzione che, per ottenere uno strumento di pregio, alcune caratteristiche relative alla sonorità sono imprescindibili ed indispensabili e in fase costruttiva devono sempre essere raggiunte: potenza sonora, proiezione, focus, ampia gamma dinamica, facilità di emissione, purezza di suono, comfort dello strumento, ampia varietà di nuances di colore, equilibrio. Maggiormente personale è invece il colore del suono (scuro o brillante) e la tensione del suono sulle corde e sotto l’arco.
Lo strumento di alto livello deve necessariamente già possedere in sé, fin da subito, il potenziale acustico sopra descritto e raggiungerà la maturazione nel corso di alcuni mesi.

Di fondamentale importanza è la fase iniziale di crescita dello strumento, che va seguita con costanza e regolarità attraverso specifiche messe a punto.
Lo strumento infatti necessita di tempo per adattarsi alla pressione del ponticello, alla tensione delle corde e alle richieste del musicista. Mano a mano che il suono si sviluppa occorre rivedere la tensione dell’anima per meglio indurre lo strumento a una più rapida crescita.
La registrazione assidua permette cioè di monitorare l’evoluzione del suono e di mettere a profitto l’intero potenziale acustico e dinamico dello strumento adattandolo via via alle personali esigenze e al suo gusto del musicista.

La mia lunga esperienza nel campo del restauro e dell’ottimizzazione acustica, e il saper suonare professionalmente violino, viola e violoncello, sono la base essenziale per una messa a punto puntuale ed efficace.

 

Abete italiano in stagionatura
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Vari colori di lacche di robbia
Preparazione della vernice

Creare il bello solo con il meglio

L’esperienza mi ha insegnato che un’opera d’arte si ottiene solo utilizzando ciò che di meglio è disponibile: non si può puntare all’eccellenza e illudersi che sia possibile farlo attraverso materie prime scadenti e conoscenze superficiali.
La sapiente scelta dei migliori materiali è di basilare importanza per l’ottima riuscita dello strumento.
La valutazione delle doti acustiche del legno è il criterio fondamentale e primario: la struttura regolare, la giusta densità, il taglio corretto, la perfetta stagionatura almeno decennale, la velocità di trasmissione del suono, la specchiatura, la marezzatura sono i principali parametri che mi guidano nella scelta del legno che dovrà entrare nel mio laboratorio.

I miei strumenti sono realizzati esclusivamente con legni pregiati di qualità superiore e di grande impatto estetico: acero marezzato di accrescimento lento e regolare proveniente dai Balcani e abete rosso di eccellente qualità timbrica e strutturalmente perfetto, delle Dolomiti Italiane.
La stagionatura, completamente naturale, seguita da me personalmente in locali appositi con controllo della temperatura e dell'umidità, affina le naturali qualità acustiche dei legni che scelgo di acquistare e successivamente di lavorare.
Una ulteriore e accurata selezione avviene nel momento di progettazione dello strumento: la combinazione di acero e abete è di cruciale importanza soprattutto sul risultato acustico e sulla qualità timbrica che si vuole ottenere e viene valutata specificatamente per ciascuna opera anche in relazione alla scelta del modello e al gusto musicale individuale dell’acquirente.

Una volta realizzato il violino, giunge il tempo della verniciatura.

Dopo aver seguito specifici Masters sulle vernici antiche , corsi di ottica delle vernici e seminari sulla Teoria del colore, mi sono appassionata ai recentissimi studi di un illustre professionista, pittore e chimico, François Perego, che ha fatto approfondite ricerche sulle vernici ad olio del Sei-Settecento.
Sono così giunta, dopo lunga sperimentazione, ad elaborare alcune ricette di mia produzione, ottenute con ingredienti esclusivamente naturali (resine, coloranti, oli e solventi).
Preparo una vernice ad olio che coloro con lacca di robbia, estratta dalla radice di questo arbusto spontaneo, secondo lo stesso antico procedimento praticato già nel Medioevo e nel Rinascimento.
Il fatto di lavorare con materiali naturali e non chimici (legno, olio, radici) ogni volta leggermente diversi, mi permette di poter graduare con maestria le nuances di colore, la loro intensità e quindi di poter variare notevolmente il risultato finale.
È un momento delicato: il migliore violino "in bianco" può essere per sempre rovinato da un’errata applicazione della vernice. Al contrario una verniciatura accurata ne focalizzerà le qualità timbriche e ne esalterà le peculiarità estetiche dando luce e vita al legno sottostante.
Dopo aver preparato il legno con una base che ne preserverà intatta la qualità nel tempo, vengono stese più mani di colore, secondo una successione lenta e ordinata di verniciature ed asciugature. In questa fase di lavorazione, immutata nei secoli, che può durare parecchi giorni, l’attesa paziente diventa parte integrante della creazione dello strumento.
Ogni opera, per la sua peculiare combinazione di acero e abete, la sua specifica qualità timbrica e l’esclusivo effetto estetico della vernice, è un pezzo unico mai più ripetibile.

 

L’arte di costruire il suono

La realizzazione di uno strumento eccellente è frutto di una conquista, non del caso: è il risultato della passione e della costante tensione verso il miglioramento.
A differenza dell’imprescindibilità di molteplici caratteristiche acustiche, alcune caratteristiche estetiche dello strumento dipendono prettamente dal gusto individuale del liutaio o dell’acquirente: il modello, il legno più o meno appariscente, il colore della vernice, il grado di antichizzazione, la finitura.
Il lavorare "su ordinazione" è per me una sfida affascinante, perché lo strumento creato realizza l’incontro tra i desideri e le necessità del musicista, e la mia abilità artigiana.
Il dialogo preliminare tra lo strumentista e il liutaio è perciò di fondamentale importanza: occorre discutere e definire ogni singola caratteristica del futuro strumento: il modello, le misure, la tonalità della vernice, la finitura della superficie, la qualità timbrica, il colore del suono, ecc.
Solo quando sono a conoscenza delle preferenze e delle aspettative del musicista, inizio un accurato lavoro di progettazione dei vari elementi dello strumento che mi consentirà di realizzare un’opera che sia pienamente soddisfacente dal punto di vista acustico e che sia pregevole ed interessante sotto il profilo estetico.
La grande ricchezza e varietà acustica dei miei violini si sposa all’eleganza, alla gradevolezza estetica e alla bellezza esteriore: questo è il segreto del loro successo in ogni parte del mondo.

 

Creare copie: un ponte tra passato e futuro

Venera l'antico, ma va' incontro al moderno con tutto il tuo cuore.

Robert A. Schumann

All’inizio della mia carriera mi interrogavo su quanto potesse essere possibile il connubio tra tradizione e innovazione: riuscire ad assecondare le nuove esigenze musicali, elaborare nuovi modelli, creare design più innovativi senza rinnegare le vecchie tradizioni tramandate nei secoli.
A distanza di anni sono sempre più convinta che la profonda conoscenza del passato è la chiave per il progresso e l’evoluzione. Conoscere il passato e comprendere il percorso fatto attraverso i secoli, ci permette di capire il presente e immaginare il futuro, dandoci altresì gli strumenti adatti per realizzarlo.

Studiare gli strumenti antichi e poi realizzarne una copia mi stimola a comprendere le antiche tecniche di lavorazione, i materiali, gli attrezzi usati, il metodo costruttivo, le origini, le ragioni di determinate scelte architettoniche ed estetiche, la loro evoluzione.
Puntare all’eccellenza significa per me aver assimilato questo immenso bagaglio di conoscenze, possedere una grande abilità manuale, dominare perfettamente la tecnica costruttiva e avere a disposizione materiali di prima qualità, oltre naturalmente alla innata e costante tensione verso il miglioramento.

Questo intricato sistema di conoscenze deve tuttavia approdare alla realizzazione di un’opera che sia armonica, viva, esteticamente accattivante e dove non appaia la complessità del lavoro e lo sforzo dell’artista.
Il liutaio, così come un ballerino o un musicista, deve riuscire ad esprimere nella sua esecuzione soprattutto naturalezza e spontaneità.
La mia aspirazione è riuscire a ricreare questa semplicità creativa realizzando così un ponte tra il vecchio e il nuovo, l’antico e il moderno, tra tradizione e innovazione.

 

Tecniche antiche, tecnologie moderne

Alcune delle recenti scoperte in campo acustico hanno dato un grande contributo alla comprensione dei complessi fenomeni sonori che avvengono negli strumenti ad arco e fornito ai liutai ampi elementi di riflessione.
Al tempo stesso la storia ci insegna che i grandi Maestri della Liuteria Classica Italiana costruivano eccellenti strumenti senza l’ausilio dei molti strumenti tecnologici di cui oggi disponiamo e questo dimostra che pur senza il computer si possono ottenere strumenti di altissima qualità.

Nel mio lavoro ho scelto di ripercorrere la strada tracciata dagli antichi liutai, optando per un approccio più artigianale nella costruzione.
Sono infatti convinta che l’esperienza, la sensibilità, l’orecchio e l’istinto giochino ancora un ruolo fondamentale non equiparabile a quello di qualsiasi apparecchiatura, né tanto meno rimpiazzabile dai seppur precisi risultati di un software.
Lo sanno bene i pianisti che prediligono indiscutibilmente un accordatore che regola lo strumento ad orecchio, piuttosto che colui che lo fa con un accordatore elettronico.

Sebbene la mia scelta di metodo costruttivo si basi principalmente sulle conoscenze ereditate dalla tradizione, sarebbe comunque un errore ignorare volutamente il contributo che le nuove ricerche e le moderne tecnologie possono dare al mondo della liuteria.
Nel mio laboratorio l’utilizzo di specifiche apparecchiature acustiche sono un utile strumento per comprovare, su basi oggettive, i risultati della lavorazione manuale e per creare un archivio di dati i cui parametri rimangono stabili negli anni e che vengono successivamente analizzati e studiati.

 

In continua ricerca

Credo fermamente che lo scambio di conoscenze sia un elemento principe della maturazione e del progredire. Il confronto sano con colleghi, esperti e musicisti dona nuovi spunti di riflessione, ravviva l’entusiasmo verso nuove ricerche e stimola la crescita reciproca, determinando una costante evoluzione.
Collaboro pertanto intensamente con colleghi e gruppi di ricerca, partecipo a corsi, convegni e conferenze e seguo attentamente le esposizioni di strumenti antichi, sia in Italia che all’estero.
Lo studio mirato dei risultati delle più recenti ricerche in campo acustico, storico e tecnologico sono di importanza fondamentale per affinare le proprie nozioni ed sono al contempo veicolo di nuove ispirazioni.
Ancora una volta la Conoscenza del passato e del presente rappresenta la pietra d’angolo su cui basare ogni nostra azione e grazie alla quale possiamo ambire oggi a costruire strumenti d’eccellenza.

 

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